Il titolo giusto ed è già pole position

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tips-tricks-roundL’ho sempre pensato anch’io: la titanica lotta tra autore ed embrioni impazziti di titolo per il prossimo libro da pubblicare è roba da togliere il sonno. Trovarne conferma in rete mi ha fatto venire la curiosità giusta per andare in fondo a questo articolo. La scelta del titolo “giusto”, per impatto con il potenziale lettore e reperibilità su motori di ricerca o scaffali è determinante almeno quanto la creazione della “giusta” copertina. I parametri di scelta? Beh, un’equilibrata combinazione tra andamento del mercato, ricettività del contesto, originalità e, ovviamente, congruenza con il contenuto. L’articolo che ne parla, collega l’approdo al titolo efficace a una scelta ponderata che si materializza passo dopo passo. E il dettaglio può fare davvero la differenza tra un libro che non è partito perché non si nota e un best seller il cui motore romba già in partenza. A supporto di tale convinzione, il pezzo racconta la bizzarra storia di Tom Corson-Knowles, scrittore ed editore, e del suo ospedale da campo in cui ricoverare libri che hanno venduto un numero di copie minore alle aspettative. La terapia? Curare le parole in copertina, cercare un nuovo titolo e non ripubblicare finché la scelta non sia convincente in relazione a parametri quasi scientifici, medici appunto.

51PxQCRCx0L._SX412_BO1,204,203,200_Un titolo deve essere intrigante, un microcosmo che in sé invita già al viaggio, all’esplorazione tra le pagine, che suscita una curiosità tale da far scommettere il lettore su una penna che ancora non conosce. Soprattutto nel caso di scrittori emergenti, autopubblicati e non solo, un consiglio interessante è cercare l’originalità, pensare a una vera e propria parola-chiave attraverso cui, in un’eventuale ricerca da kindle, google o altri motori, il libro risulti tra i pochi, se non il solo, a sfoggiare una combinazione così accattivante. E azzeccata. Perché attenzione, la ricerca dell’originalità non deve portare fuori strada, ché alienarsi dal genere e dal proprio stile o, peggio ancora, da aspettative, gusti e sensibilità del proprio uditorio non è mai una buona idea, nemmeno in nome di un colpo di teatro che crediamo irresistibile. Ogni scrittore sa già a chi intende rivolgersi, e il successo di un libro, l’ottima partenza, passa anche da giustezza e potenza delle parole sulla prima di copertina che diventano quasi a una pole in vista della gara vera e propria: la lettura, la risposta emotiva del lettore; empatia. Emblematico potrebbe essere il caso di libri scritti per risolvere i tanti problemi del quotidiano (medicina, psicologia, lavoro, economia ecc.): con minimi, incisivi termini è necessario focalizzarsi sulla soluzione, mai sul problema. Come calciare il rigore imparabile e non Come evitare di sbagliare il penalty decisivo, per dire. La potenza della parola: trovare lo spunto incancellabile, capire a chi ci stiamo rivolgendo. Scolpire la roccia. L’esempio di Harry Potter e la pietra filosofale, citato non a caso nell’articolo, è un esempio che dice tanto in tal senso. Benché nell’ambito della stessa lingua, il titolo originale dell’opera, Harry Potter and the Philosopher’s Stone, è diverso da quello pensato per il mercato statunitense, ovvero Harry Potter and the Sorcerer’s Stone. Il motivo? Negli USA, tutto ciò che concerne il termine “filosofia” ha, storicamente e culturalmente, gravitas e appeal diversi, quasi ininfluenti rispetto a un contesto come quello europeo, o meglio ancora inglese, dove la filosofia è realmente elemento portante e non fregio o esercizio retorico. L’obiettivo? Sempre lo stesso: cercare empatia e ricettività, capire il ricevente. Del resto, se qualcuno aveva già detto che pensare è molto meno americano che comprare sapeva già a chi si sarebbe rivolto all’inizio, prima di entrare nella storia.

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Calibrare la pubblicazione di un libro fin dalla scelta di ogni parola del titolo è fondamentale, vuol dire essere lungimiranti. Originalità, curiosità, potenza evocativa, attinenza a genere, contenuto e contesto, commerciabilità: ecco cosa serve alle parole sulla prima del tuo prossimo best seller. Il titolo giusto ed è già pole position, sull’efficacia di questo mio titolo se ne può discutere, è vero, ma la notizia certa è che se di scrittura vuoi vivere, se vuoi curare il tuo libro nel minimo dettaglio, StreetLib è sempre qui. Per informarti e aiutarti.

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    • […] (e che hanno poi adottato per i loro libri). Ti suggeriamo, comunque, di dare un’occhiata a questo articolo sul blog di StreetLib e, se leggi in inglese, a quest’altro, che in qualche modo l’ha ispirato. Curare le […]

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