StreetLib USA, intervista a Giacomo D’Angelo

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giacomodangeloAl 1715 di West Farms Road, Bronx, NY 10460, nel cuore della Grande Mela, c’è una casa. E il suo non è un indirizzo qualunque, è la sede di Gustiamo, Italy’s Best Foods che da qualche giorno è diventata anche il quartier generale di StreetLIb USA! Perché martedì 3 maggio alle ore 15:17, con partenza da Ancona Falconara e passando per Monaco di Baviera, Giacomo D’Angelo, CEO della neonata StreetLib a stelle e strisce è sbarcato al Terminal 1 dell’aeroporto di New York con l’Airbus A340-600 della compagnia Lufthansa. Dal Raffaello Sanzio al John F. Kennedy, da cultura, arte e tradizione a democrazia, apertura e libertà: questo rievocano i nomi dei due scali che sembrano lì a benedire la nascita di un ponte culturale e di libri che rende meno immenso l’Oceano. Se ne è parlato molto sui vari canali social, ma adesso tocca al nostro Giacomo spiegarci questo salto in avanti di StreetLib.

Ciao Giacomo, pensa che storia la vita: un giorno ti trovi a Loreto, il giorno dopo sei a New York! Non credi di doverci raccontare cos’è successo?

Ciao Emanuele! È successo che è arrivata l’ora per StreetLib di farsi conoscere nel mondo: New York è la mecca del mondo editoriale e ci sembra un bel posto per iniziare. Già oggi StreetLib offre un ventaglio di servizi apprezzato da decine di migliaia di autori e editori in Italia (e non solo), quindi ora dobbiamo fare il salto di qualità in un mercato più competitivo e più difficile, ma anche più entusiasmante, come quello americano. Siamo solo all’inizio, e secondo me siamo sulla buona strada.

In che senso solo all’inizio? Alcuni esperti, ma soprattutto alcuni numeri, dicono che l’ebook è in calo e che tutta l’editoria, non solo cartacea, sta attraversando una crisi epocale! Perché StreetLib la pensa diversamente?

Personalmente preferisco capire lo stato delle cose anziché credere al parere degli esperti, e quindi secondo me la situazione la puoi inquadrare figurativamente in due modi: o dall’alto delle torri di potere dei grandi gruppi editoriali, o dal basso della strada in cui lavorano le persone che si alzano ogni mattina con l’entusiasmo di migliorare il proprio pezzetto di mondo.

Dall’alto è un dramma: i grandi gruppi sono guidati da manager la cui preoccupazione principale è quella di mantenere la propria poltrona, e che naturalmente si oppongono a qualsiasi forma di cambiamento. A questo si aggiunge anche un’ulteriore aggravante: stiamo parlando del mercato editoriale “tradizionale”, che è già malato di suo, e non per colpa del digitale, ma per colpa di un problema chiamato “reso”. Coloro che fanno i soldi non sono gli editori o i librai, ma i distributori (a loro volta molto spesso in conflitto di interesse con qualche grande editore!), che movimentano i libri (cartacei) dalle tipografie alle librerie, e viceversa quando i libri invenduti vengono portati al macero. Questi stessi grandi gruppi editoriali vendono i loro ebook a prezzi altissimi per ostacolarne l’avanzata in un disperato quanto ridicolo tentativo di mantenere il loro proficuo business dello spostamento della carta, e il mercato reagisce di conseguenza, com’è giusto che sia.

Dal basso invece lo scenario è entusiasmante: sempre più autori e piccoli editori stanno capendo che grazie alle tecnologie digitali e alle dinamiche di rete possono iniziare a giocarsi seriamente le proprie carte in questo nuovo mercato editoriale, pur non avendo somme di denaro da investire. Sono persone che lavorano con passione, entusiasmo, voglia di fare, competenza e professionalità. Sono persone che sono spesso libere di seguire il proprio istinto e non devono rispettare stringenti vincoli politici o aziendali e quindi possono reagire molto velocemente, e addirittura a volte anticipare le evoluzioni del mercato sia in termini tecnologici che strategici. Sono loro quelli che stanno ridisegnando il panorama editoriale, in tutto il mondo. Noi, nel nostro piccolo abbiamo deciso con StreetLib di partire da qui, da questo entusiasmo, cercando di servire al meglio con la nostra tecnologia queste persone. E lo facciamo in tutto il mondo: già sono molti gli autori e gli editori non italiani che usano StreetLib, e saranno sempre di più ora che avremo modo di farci conoscere anche negli Stati Uniti.

Toglici una curiosità, Giacomo, tu che sei un tecnico – aggiungerei un ottimo tecnico – come fai a conoscere così bene il mercato editoriale, le sue dinamiche? E, per rassicurare gli StreetLibers, come farai a continuare a interfacciarti così proficuamente con i tuoi colleghi italiani dall’altra parte del mondo?

Sono 7 anni che lavoro in StreetLib e nel tempo ho praticamente messo le mani un po’ dappertutto, quindi ho imparato queste cose per induzione. – ride – Sì, sono un tecnico, e all’interno di StreetLib ho sempre svolto il ruolo di tecnico: la tecnica del libro, dopo cinque secoli, sta attraversando una fase di innovazione radicale, quindi abbiamo e avremo un bel da fare!

In StreetLib abbiamo costruito un team eccezionale abituato a lavorare in modo distribuito, cioè senza essere necessariamente tutti sotto lo stesso tetto, e lavoriamo tutti così da anni ormai, sia i tecnici che gli altri, quindi non è di certo una novità. Abbiamo solo bisogno di un laptop e una connessione a Internet. Negli ultimi 6 mesi io ho vissuto prima a Lisbona e poi a Barcellona, alla base di tutto c’è ovviamente la fiducia nelle persone e nel team, se c’è quella poi le cose funzionano bene.

Quindi cosa dobbiamo aspettarci per i prossimi mesi?

Sicuramente StreetLib continuerà a evolvere e a offrire un servizio sempre migliore ai propri clienti. Oggi la nostra tecnologia serve tutti quelli che amano i libri e/o che ci lavorano: StreetLib Write è per coloro che vogliono produrli, StreetLib Publish per quelli che vogliono distribuirli online, StreetLib Print per quelli che vogliono stamparli, StreetLib Sell per chi vuole venderli nei propri siti e MyBook.is è la nostra libreria in cui gli autori incassano una percentuale fino al 75% del prezzo di copertina, molto di più di quanto si guadagna con Amazon o Apple. Questo per dirti che abbiamo moltissimi fronti di lavoro aperti e quindi la nostra strategia è e sarà sempre la stessa, cioè offrire un servizio sempre migliore ai nostri autori e editori.

StreetLib & Gustiamo

Altrettanto sicuramente posso dirti che qui a New York ci muoveremo velocemente: apriremo una sede Americana guidata dal sottoscritto che lavorerà nel mitico coworking-warehouse di Gustiamo.com. Da qui potremo servire sempre meglio i nostri clienti americani e internazionali oltre che confrontarci con un mercato molto più grande e esigente del nostro. È una bella sfida e siamo pronti per affrontarla al meglio. Come dicevo, è solo l’inizio! – Chiude con un sorriso e un po’ gongola perché da vero StreetLiber, Giacomo D’Angelo, il CEO di StreetLib USA, sa che il meglio deve sempre arrivare!

Proiettati all’America e al weekend, potremmo aggiungere che “con un’aria da commedia americana sta finendo anche questa settimana” consapevoli però che, se l’immenso Lucio potesse ancora allietarci dal vivo con le sue note, gli avremmo volentieri fatto sapere che la sua poesia è immortale ma che no, l’America non è più così lontana, anche se è dall’altra parte della luna. Anzi, oggi l’America è parecchio vicina: è nata StreetLib USA!

Emanuele Valere
Scribacchio, lavoro per il mondo che amo, i libri, e mi avvalgo della facoltà di architettura. Di me non so altro.
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