Da StreetLib a Rizzoli: Marco Erba

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3531584-9788817085441Da StreetLib a Rizzoli in meno di un anno? Si può. E senza nemmeno bussare. Perché l’autopubblicazione non è né narcisismo né piano B, per citare solo due tra i più consumati  luoghi comuni circolati negli ultimi anni. Semmai il self-publishing può essere la vetrina che l’editore lungimirante osserva con interesse. Noi ci crediamo, perché può darsi che dietro coraggio, fiducia e scrittura di chi crede in se stesso si nasconda del talento. Potenza che diventa atto e rende la realizzazione di un sogno soltanto questione di tempo. Aprire il cassetto e far decantare l’opera letteraria quando c’è. No, non sono chiacchiere. È successo a Marco Erba e al suo primo romanzo, Fra me e te, appena pubblicato da Rizzoli e da pochissimi giorni sugli scaffali di tutte le librerie. E la vicenda è significativa. Fa capire a quanti ne avessero bisogno che un buon libro può essere una scoperta agevolata da tre fattori: le possibilità di un’editoria nuova, la consapevolezza di sé e l’intelligenza di chi cerca. Distribuzione e servizi (clicca qui per scoprire tutti quelli possibili), autore, editore. Non serve molto altro a un’opera letteraria per luccicare. Dimentico i lettori? Sì, certo, ma quelli al buon libro arrivano sempre. Perché passione e parole portano lontano se si decide di salpare al momento giusto. Con la nave giusta. A Marco è successo, e ha voluto raccontarcelo.

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Ciao Marco, benvenuto. Anzi, bentornato! Come ci si sente a ritornare al punto di partenza arricchiti, consapevoli e soddisfatti per raccontare un sogno realizzato?

Pubblicare con una grande casa editrice è sempre stato per me un sogno proibito. Esserci arrivato è sicuramente una grande soddisfazione. Ma nulla avviene per caso: i sogni si realizzano anche credendoci fino in fondo, accettando le sconfitte, non smettendo mai di provarci e facendo un passo alla volta. Per me il self-publishing è stato il primo passo di questo miracolo.

La scelta del self-publishing: perché all’epoca scegliesti proprio StreetLib?

Il self-publishing è un’ottima possibilità per gli aspiranti scrittori: direi anzi che è ormai un passaggio imprescindibile. Per un esordiente è quasi impossibile farsi notare da una grossa casa editrice e tutti gli sforzi compiuti per scrivere, se si cercano i canali tradizionali, rischiano di essere frustranti. Il self-publishing invece offre la possibilità di diffondere il proprio lavoro: anche se in scala inizialmente ridotta è un primo test importante. Consente di avere recensioni e critiche sulla propria opera e di cominciare a intuire se ha realmente valore.

Dopo aver deciso di autopubblicare, ho scelto la vostra piattaforma perché me ne avevano parlato bene e in effetti la mia esperienza è stata ottima, sia nella parte di creazione dell’ebook, che in quella di pubblicazione, che nella estrema trasparenza e nella facilità della gestione del testo una volta pubblicato.

Ci sono state altre persone, avvenimenti significativi, che ti hanno spinto a credere in te, ad autopubblicare?

Non conoscevo la possibilità del self-publishing finché non me ne parlò Giorgio Ponte, che, come me e prima di me, è passato da questa esperienza con il suo romanzo Io sto con Marta, poi pubblicato da Mondadori. Non sono dunque l’unico ad avercela fatta. Io avevo ormai quasi deciso di rinunciare al mio sogno, ma la possibilità di avere un pubblico mi ha spinto a riprendere in mano il romanzo che avevo nel cassetto. Nella vita faccio l’insegnante e proprio di adolescenza parla il mio romanzo: la possibilità di farlo circolare tra i miei allievi e i loro genitori online è stata una grande spinta. Ma la persona davvero decisiva è stata mia moglie Cecilia: lei mi ha sempre sostenuto e ha sempre creduto che il mio scritto potesse trovare la sua strada.

Da StreetLib a Rizzoli: come, quando e cosa è successo esattamente? Puoi svelarci qualche retroscena?

In realtà è accaduto tutto da sé. Il mio romanzo ha ottenuto ottime recensioni, prima da amici, poi da persone sconosciute. Col passaparola è finito tra le mani di una editor di Rizzoli, Stefania Di Mella. Lei è stata eccezionale: ha intuito le potenzialità del romanzo e mi ha dato dei suggerimenti per lavorarci. Non ha fatto sconti al mio scritto, ma ci ha creduto fin da subito. Così ho lavorato ancora sul testo, fino all’ok definitivo.

Fra me e te. Senza parlare del libro in sé – lo acquisteremo – cosa ha insegnato all’autore la parabola evolutiva di questo primo romanzo? E cosa può insegnare a chi con i libri si nutre, vive e costruisce, parte e sogna di arrivare?

Tutto questo percorso mi ha insegnato che la scrittura è un lavoro meraviglioso, ma anche durissimo. Non ci si può affidare alla spontaneità: bisogna lavorare, ritoccare, revisionare, riscrivere. Bisogna accettare le critiche e non essere per nulla permalosi. Bisogna affidarsi ai consigli di professionisti del settore: per me è stato ad esempio fondamentale il corso di scrittura creativa dell’Università Cattolica di Milano, dove ho imparato quali errori evitare e dove ho potuto per la prima volta testare il valore dei miei scritti. Bisogna accettare il rischio di mettersi in gioco e di essere giudicati. Un romanzo non va da nessuna parte finché resta in una cartella di un PC. Ma se anche un solo lettore lo apprezza sinceramente, è valsa la fatica di scriverlo. Per cui invito tutti a osare, a buttarsi e a sfruttare tutti i canali che il digitale oggi offre. È ovvio che l’autopubblicazione non sostituirà mai l’editoria tradizionale, ma offre oggi delle possibilità imperdibili.

Fra me e te è il racconto di un’impresa incoraggiante, e una piccola, grande fetta di soddisfazione è anche dell’editoria che cambia. Abbiamo voluto salutarvi con un evergreen: il video di Joe che ci spiega cosa fa StreetLib, perché può essere utile all’autore che voglia aprire il cassetto (o la cartella del notebook) e all’editore che intenda scoprire un tesoro. Anche se, me ne rendo conto, una spiegazione migliore dell’esperienza di Marco oggi non potevamo proprio fornirla.

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