Sudden death? No, sudden life!

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Diego Terazzi e Michele BologniniSudden death, morte improvvisa. Ovvero la rete decisiva che segni nel tempo supplementare e che ammazza la partita. Morte che dà vita al sogno: stiamo parlando di hockey. Perché anche nello sport le prospettive sono importanti. Ed ecco che Sudden life, vita improvvisa, diventa la prospettiva invertita di una favola, quella del 13 aprile 2014. La favola di Bolzano. Ma andiamo con ordine. Siamo nell’estate 2013 e l’Hockey Club Bolzano decide di staccarsi dal campionato italiano dopo averlo dominato per diciannove edizioni. Servono nuovi stimoli, vincere non basta più, la storia di sempre.

Così la gloriosa società biancorossa si iscrive alla EBEL, lega mitteleuropea al cui tavolo siedono squadre austriache, ceche, slovene e ungheresi. Cenerentola decide di partecipare al ballo esclusivo delle principesse d’Europa. E diventa subito regina. Basta un gol più pesante degli altri dopo una cavalcata stagionale impensabile, una rete che arriva nell’extra-time di una finale storica e Bolzano ruba la corona a Salisburgo a suon di forza, compattezza, gruppo, umiltà e bel gioco. La realtà che diventa fiaba, e non viceversa. Succede anche questo. E per chi ha partecipato è doveroso, scontato che la fiaba diventi presto libro, storia da raccontare, progetto.

Qui entra in campo la passione di due protagonisti di un sogno vissuto da dentro e raccontato da fuori, due professionisti, il giornalista Michele Bolognini e il fotografo Diego Terazzi. Scatti e parole, occhio e voce che convergono nella soddisfazione di un lavoro nato dall’impensabile. Emozioni che diventeranno libro grazie all’idea di due amici appassionati, al cuore di una squadra, al sostegno di una comunità intera e di una campagna di crowdfunding nata in silenzio ed esplosa in un successo. Stesso percorso della favola sportiva che il progetto renderà indelebile attraverso la sua pubblicazione. C’è ancora tempo per aderire a Sudden life e farne parte. Clicca qui per saperne di più e diventare partecipe del mito.

Collage

Orgogliosi di far parte in qualche modo di un’impresa di queste proporzioni, noi di StreetLib vogliamo farci raccontare il progetto, le emozioni e i retroscena da uno dei due demiurghi. Occhio e voce, dicevamo. Diego Terazzi è colui che ha fotografato il mito in divenire, gli attimi in cui stava diventando tale. Ha reso visibili passione e cuore. Per questo Diego può spiegarci davvero cos’è Sudden life…

Diego TerazziCiao, Diego, benvenuto! La prima domanda è d’obbligo: perché proprio StreetLib come partner di Sudden life?

Ciao e grazie, ho conosciuto StreetLib quando abbiamo deciso di “correre con le nostre gambe”, cioè dopo una serie di incontri con “soggetti istituzionali” dell’editoria. Non ci convincevano le proposte e abbiamo deciso per il selfpublish e il crowdfunding. Facendo ricerche su internet StreetLib mi è sembrata la piattaforma più “contemporanea”, diciamo… per offerta e stile. Inoltre l’anno scorso avevo pubblicato un articolo su un libro della Durango Edizioni, che si appoggia a StreetLib e lì mi hanno confermato la bontà dell’interlocutore. In questi ultimi giorni, considerato il successo, ci hanno cercato altre case editrici, valuteremo ogni proposta sapendo che con StreetLib ci sentiamo in ottime mani.

Qual è il tuo rapporto con questo progetto, con questa storia incredibile e con l’hockey, con Bolzano?

Beh, il mio rapporto con questa storia mi fa un po’ sorridere… Nell’introduzione del libro, presentandomi, mi sono definito “L’intruso”… Io sono piemontese e vivo a Bolzano da poco tempo dopo alcuni anni a Berlino, non sono un fotografo sportivo (a dirla tutta, di professione sono psicologo…) e sono solo un “portafortuna” dell’Hockey Bolzano (ho una percentuale tra le partite viste e il numero di vittorie davvero invidiabile!). Però quella sera decisi di andare a fare foto ad una delle partite della finale: fu una serata straordinaria… una bolgia emotiva meravigliosa… un’intera città a spingere quasi fisicamente la squadra, fino all’incredibile vittoria. Io decisi di concentrarmi su ciò che avveniva al di fuori della partita (anche se nel libro c’è qualche foto dei giocatori in campo): panchine, spalti, tunnel… Decisi uno stile di narrazione e cercai di restare lucido. Quest’ultima parte fu la più difficile! Nei giorni seguenti le mie foto iniziarono a “girare molto” ed essere apprezzate e dopo qualche tempo, durante una cena col mio storico amico Michele Bolognini decidemmo di “continuare la corsa”, quelle foto e i racconti da “insider” di Michele dovevano arrivare agli altri. Bevendo del buon vino scrivemmo su dei tovaglioli verdi di carta (abbiamo da poco pubblicato sulla nostra pagina Facebook le foto originali di quei tovaglioli!) un’idea, e un piano d’azione. E, compatibilmente con le nostre vite, ci abbiamo sempre creduto.

Cosa ti ha insegnato un’esperienza del genere? E cosa può insegnare a tutti noi, a chi legge e scrive libri, a chi ama indagare e scoprire la vita?

Che se hai una buona idea, una dose sufficiente di passione, e studi i modi per realizzarla… beh, si può (si deve, in un certo senso…) fare! I libri sono racconti, emozioni, vite altrui che diventano nostre per qualche tempo. Sudden Life, partendo dallo sport, parla di tutto ciò. Nel libro, lo sport è strumento per parlare di passione.

L’esperimento ideato da te e Michele è andato ben oltre ogni più rosea aspettativa. Cosa vi aspettate adesso, quale può essere il riverbero di una storia incredibile di sport, dell’impresa di una città che, per diventare grande, ha cercato stimoli altrove?

Il riverbero non lo so, di sicuro come abbiamo scritto sulla nostra pagina di Eppela (la principale piattaforma di Crowdfunding a cui ci siamo rivolti per la raccolta e con la quale ci siamo trovati molto bene) non abbiamo parole per ringraziare tutti… ma abbiamo idee! Stiamo facendo due conti su come reinvestire i soldi in più raccolti: miglior editing, più foto, più testi, una versione in lingua tedesca (Bolzano è città bilingue). Avevamo pensato ad un budget base da raccogliere che permettesse di “uscire con il libro”, ora l’incredibile entusiasmo della gente che ha risposto aiutandoci, va restituito e ricompensato.

Davide contro Golia, è proprio vero che quello che arriva scritto, per quanto incredibile possa sembrare, deriva sempre dalla realtà? Aveva ragione chi sosteneva che l’esistenza finisce sempre per andare oltre la fiction e che solo quando l’impensabile finisce su un giornale capiamo che nulla è impossibile?

Non saprei se quello che arriva scritto derivi sempre dalla realtà. In effetti qui la realtà ha giocato un bello scherzetto a tutti! Però credo che la realtà (e anche lo sport, ripeto) abbia in sé queste nicchie di potente bellezza… Si tratta di vederle, riconoscerle, dare loro voce e, in ultima istanza, condividerle.

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