Il ritorno del libro-game

 In Tips & Tricks

img-2010Il cambio di marcia che coinvolge l’editoria porta con sé una serie di vibrazioni ed effetti positivi ulteriori, risvolti che non è sempre possibile registrare o quantificare nell’immediato. La nascita di nuovi generi o la rinascita di altri quasi dimenticati, per esempio. Ci avete mai pensato? Le tendenze fortunate di decenni andati potrebbero essersi spente per semplici difficoltà di adattamento alle potenzialità limitate di supporti e formati consentiti all’epoca, e non per scarso valore. Formidabili intuizioni che avrebbero potuto avere un seguito diverso  – e chi può dirlo – ma che invece si sono rivelate meteore, sebbene parecchio luminose, per questioni di inadattabilità agli strumenti espressivi correnti. Una lettura possibile…

Nei mesi precedenti una casa editrice italiana ha resuscitato un genere che ebbe notevole successo in Italia nei lontani anni Ottanta. Forse perché oggi le prospettive del digitale agevolano la rinascita di tipologie di libro che sembravano finite. Dopo l’audio-libro potrebbe essere la volta del libro-game, opera narrativa meno lineare delle altre, genere non proprio mainstream. Nel libro-gioco paragrafi, rimandi, bivi e note sono incroci all’interno del testo dove il lettore ha più di una alternativa. Diventa protagonista, può scegliere finali o strade differenti da quelli imposti, un po’ come nella vita. Con il cartaceo la cosa generava problemi di linearità, coerenza, fruibilità. Il lettore poteva perdersi tra le pagine e perdere il filo in un labirinto di fogli in cui andare avanti, indietro e ancora avanti. Sfogliando perdeva il segno. E a volte la testa.

Tornare alla ventiquattro per vedere cosa sarebbe successo se… Beh, con il cartaceo era più complicato mentre la maggiore interattività offerta dal digitale rende certe operazioni più semplici e dirette, impercettibili. Salire le scale o prendere l’ascensore senza così percepire il salto di livello, avete presente? Perché l’ebook consente una lettura praticamente ininterrotta del libro-game, dall’inizio alla fine. La fine che sceglie il lettore. Altro aspetto interessante è che si può ripetere la lettura in un secondo momento, sperimentando un altro finale, con l’impressione di avere in mano un altro libro e salvaguardando la linearità del gesto di leggere. Le possibilità immediate dei menu ipertestuali (clicca qui per saperne di più sui vari formati ePub e sui servizi di StreetLib) che tutti abbiamo già sperimentato per lettura di note, consultazione di bibliografie, sommari o immagini, e salti di pagina nei nostri ebook reader, aiutano a capire perché il libro-game sembra davvero più adatto alla nostra epoca piuttosto che al periodo in cui ha avuto fortuna.

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Ibrido tra opera narrativa, gioco di ruolo ed esercizio di scrittura, il libro-gioco permette al lettore di leggere, giocare, immedesimarsi e scrivere trame e finali a proprio piacimento. Molti addetti ai lavori hanno sottolineato le potenzialità didattiche di questo genere letterario che stimola o affina le abilità logiche, creative e di scrittura di eventuali allievi di corsi specifici.

JoeDeverEsistono diverse tipologie di libro-game: racconti o romanzi con bivio, veri e propri giochi di ruolo o libri-gioco di avventura, come per esempio Lupo solitario di Joe Dever, l’opera forse più famosa del genere. E il fatto che negli ultimi anni l’autore, oggi sessantenne, abbia regalato ai propri fan la fruibilità gratuita della versione digitale di uno degli episodi di una saga così fortunata è indicativo. Il genere non era finito, stava riposando in attesa che le possibilità della tecnologia ne esaltassero le caratteristiche migliori. Qualcuno ha addirittura ipotizzato che embrioni, spore di libro-game si riscontrino già a partire dagli anni Quaranta, in parte della produzione di grandi nomi della narrativa del Novecento. Metafisica, risvolti fantastici, vita come fiction, il doppio, le realtà parallele, portarono a sperimentare la possibilità di finali o vie alternative dentro un’unica opera. In alcuni romanzi compaiono autori fittizi di ulteriori romanzi con storie divise in parti, bivi narrativi o labirinti che danno diversi finali possibili. Storia nella storia, quasi libro-game… Che i primi racconti con bivio siano i genitori del libro-game è una suggestione, non proprio una certezza scientifica.

Ma una certezza per ora ce l’abbiamo, eccome. Il digitale è un’opportunità infinita attraverso cui l’editoria rinasce pezzo per pezzo. Il ritorno di un genere carico di possibilità narrative, potenziali empatie, nuove interattività e ponti dimenticati scrittore-lettore, rappresenta una lieta novella per gli amanti del libro-gioco e, perché no, per i suoi tanti, futuri autori.

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Comments
  • Marco
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    Sono cresciuto con i librigame, mi hanno sempre affascinato, sarà per questo che mi sono dilettato a scrivere L’ACCADEMIA DELLA MAGIA e grazie a Streetlib a pubblicarlo.

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