Al via Klondike, la collana dedicata agli autopubblicati

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Il Vero Oro Nero è il titolo del primo libro di Marco Di Nicola pubblicato per Klondike la collana Antonio Tombolini Editore dedicata alle “nuove scoperte”. La mission di Klondike e del suo direttore, Michele Marziani, è infatti quella di scovare i talenti autopubblicati – grazie all’aiuto di 54 lettori volontari – e dare loro il supporto di un marchio editoriale.

Abbiamo colto l’occasione dell’uscita del libro di Marco Di Nicola, per sentire Michele Marziani e chiedergli qualche dettaglio in più su Klondike.

Grazie Michele!

 

Come nasce Klondike?

Michele MarzianiSarò molto onesto: nell’ambiente editoriale italiano, del quale bene o male faccio parte, l’autopubblicazione fa storcere molto il naso. Il fatto che uno possa scrivere un libro e presentarlo al pubblico senza che nessuno l’abbia prima letto, valutato, editato (è una brutta parola, vuol dire che è passato tra le mani di un editor) è considerato un’ammissione di inadeguatezza: siccome non sono capace a scrivere un libro vero, allora me lo pubblico da solo.
Parlando a tavola con l’editore Antonio Tombolini (che per inciso la pensa in tutt’altro modo: che tutti debbano avere la possibilità di pubblicarsi e siano poi i lettori a decidere chi vale la pena leggere e chi no) ci siamo chiesti: e se in questo flusso immenso di parole, di desideri, di speranze, di storie, di scritture ci fossero dei capolavori? Ovvero dei libri che noi consideriamo tali?
Da lì l’idea, come casa editrice, di andarli a cercare e scommettere su di loro. Fare quello che è il vero mestiere dell’editore: cercare e proporre al pubblico i buoni libri. Ovvio che per buoni si intendono quelli che gli editori considerano tali. Con il rischio di prendere cantonate di ogni tipo.

 

Si tratta della prima collana che “recluta” non solo scrittori, ma anche lettori. Ci spieghi il ruolo (e l’importanza) di questi ultimi?

Credo che l’idea di Klondike sia passata per la testa di tanti editori e tutti si siano arenati sulla vastità di testi da leggere. Anche noi, ovviamente, ci siamo spaventati. Ma poi ha prevalso l’idea della sfida. In fondo, abbiamo pensato, per fare una ricerca sistematica tra le migliaia di libri autopubblicati sarebbe bastato avere una squadra robusta di lettori.
Così li abbiamo cercati, grazie alla rete, offrendo loro di partecipare a una grande scommessa. Hanno risposto in tantissimi e alla fine si è creato un bel gruppo di 54 persone, tutte accomunate da un grandissimo amore per la lettura. Questo è l’unico requisito: amare i libri, avere una grande passione per la lettura, aver letto molto, avere affetto per la parola scritta, per la narrazione.
Sono loro a decidere se i libri che arrivano a Klondike – tantissimi – possono meritare di essere presi in considerazione.
Se il libro passa il vaglio di un primo lettore viene dato a un secondo. Se passa anche questo viene letto da me. È il direttore di collana che si assume la responsabilità di proporre o meno la pubblicazione all’autore. Non c’è niente di scientifico: ci sono pari opportunità per tutti. Che è quello che ogni autore vorrebbe nei rapporti con un editore. Nessuno viene scartato senza essere stato letto.

 

Klondike è il luogo d’incontro ideale tra l’editoria tradizionale e il self publishing, due realtà segnate da un complicato rapporto. Ce ne vuoi parlare?

klondikeKlondike è semplicemente restituire all’editore il proprio ruolo: scegliere e investire nei libri che ritiene validi. Selezionare. Secondo i criteri che preferisce. L’editore non ha ragione a prescindere. Il libro rifiutato non è brutto. Semplicemente l’editore decide cosa gli piace, su cosa scommettere. E lo fa mettendo a disposizione del libro grafici, editor, redattori, opportunità di comunicazione. Insomma, una struttura che aiuta a sostenere un buon libro.
D’altra parte, e qui parlo da autore, non è che se uno è bravo a scrivere, anche molto bravo, debba essere allo stesso modo capace di correggere, sistemare, curare, confezionare un libro. O sappia disegnare una copertina. O abbia tutte le relazioni che ha una casa editrice. Quindi è evidente che anche ottimi libri pubblicati da soli non sempre giungono davanti ai potenziali lettori. Un editore, se è un buon editore, è un compagno di viaggio che ha il tuo stesso scopo: raggiungere la meta, ovvero far leggere e apprezzare il tuo libro. Quindi è un’opportunità in più, un’opportunità molto grossa anche perché gli sforzi che sta facendo Antonio Tombolini Editore sono tutti rivolti ad ottenere una buona considerazione nel mondo editoriale, pubblicando ottimi libri. Si pensi solo alla collana Vaporteppa diretta da Marco Carrara, una chicca nel mondo della narrativa fantastica. O all’uscita della nuova serie del bimestrale Il Colophon, una rivista di letteratura che ha subito incontrato apprezzamento da parte di lettori di ogni tipo.

 

Pubblicate tutti i generi?

Prendiamo in considerazione, per ora, solo la narrativa. Se troviamo libri interessanti nella saggistica li indirizziamo a Stefano Tombolini, il direttore della collana Heterodoxa. Non siamo ancora attrezzati per la poesia.

 

Qualche numero?

Il Vero Oro Nero Marco Di NicolaSiamo partiti a marzo 2015, abbiamo acquisito finora 127 libri, molti li abbiamo letti, altri li stiamo leggendo. Abbiamo proposto un contratto a 9 autori. Offriamo una soluzione digital first: prima in ebook e poi anche cartaceo con la modalità print on sale.
Alcuni ci hanno detto di sì, altri hanno declinato la nostra proposta per diversi motivi (ricerca di editori più grandi e affermati, partecipazioni a premi, preferenza del mondo del self-pubblishing, perché anche farsi da editore da soli può avere il suo fascino).
Ed eccoci, con la prima uscita su Klondike: Il Vero Oro Nero di Marco Di Nicola.
Non solo è un bel romanzo ma ci dimostra che attraverso Klondike siamo in grado di scoprire davvero nuove voci della narrativa italiana.

 

Prima di lasciarti, vorrei spendere due parole per chiarire un particolare a cui tengo in maniera particolare: moltissimi autori, stressati e spaventati da editori che chiedono soldi in maniera non sempre trasparente o che sono stati turlupinati in passato da contratti capestro, si rivolgono a noi con molta diffidenza.

Beh, ci terrei a dire che noi siamo gente seria: contratti chiari, pagamenti puntuali, nessuna richiesta di denaro agli autori, ci mancherebbe. Punto, ancor più che a pubblicare buoni libri, a creare un rapporto di stima reciproca tra autore ed editore. Anche a costo di passare le notti, come a volte capita, a rispondere a tutte le mail.
A me non interessa niente che i libri si vendano (quello interessa, giustamente, ai conti dell’editore), mi sta a cuore invece creare una nuova relazione tra gli autori e la casa editrice che rappresento. Anche perché penso che oggi sia impossibile proporre un libro, farlo conoscere, farlo leggere, farlo amare, senza il contributo attivo dell’autore che si muove e si dà da fare per far conoscere il proprio lavoro. È chiaro che autore ed editore devono viaggiare insieme e se la compagnia non è buona i viaggi non sono belli. Ecco, vorrei che ogni nostro libro fosse un viaggio da ricordare.

Due battute su Klondike - Michele Marziani

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