Una copertina vincente

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Una bella copertina? È necessaria. La notizia è che la regola non vale solo per i libri di carta. E in considerazione di come stanno andando le cose, proverò a smetterla anch’io di dividere in due la lavagna, gessetto bianco e linea retta tra buoni e cattivi. Perché parlare di regole per il cartaceo e direttive diverse per il digitale oggi ha poco senso. Un buon libro è un buon libro. Punto e basta. Una pubblicazione di successo è la risultante equilibrata di elementi fatti bene. Poi ci sono elementi ed elementi, ovvio, ma la copertina è uno dei pilastri del libro che vuole stare in piedi.

Me-PicCosa succede nel resto del mondo? Bene, cerchiamo di capirlo, perché l’editoria di oggi non può prescindere dall’abbattimento di muri e confini, dall’attraversare oceani. Mica dico a nuoto, bastano un pizzico di curiosità e quel click in più, sempre necessario. Derek Murphy, ideatore di Creative Indie Covers, uno che per mestiere aiuta l’autore indipendente a scalare le classifiche di vendita anche attraverso il gesto creativo di una copertina bella sì, ma prevalentemente efficace, parole più o meno sue, sostiene che alla base di una cover vincente ci sia sempre una domanda da porsi, anzi due: You need to ask yourself, what’s your publishing goal? Do you want a book that looks just like you imagined? In parole povere Derek sostiene che bisogna individuare l’obiettivo principale della pubblicazione e sintetizzare con la copertina ciò che vorremmo trasmettesse l’intero contenuto.

Entreresti in un negozio che espone stivali da lavoro in vetrina se devi comprare scarpe da cerimonia? Credo di no, non sempre almeno. Non hai tempo, vuoi le scarpe per stasera e se in vetrina ci sono stivali di gomma, beh, lì dentro non avranno ciò che cerchi. Probabile reazione: andiamo da un’altra parte, su. E ammettiamo pure che tu stia cercando degli stivali… Entreresti nel negozio che li mette all’angolo di un allestimento confuso, poco curato e, diciamocelo pure, con ciuffi di polvere sopra il paio che avresti acquistato ma che nemmeno si nota? Che poi hai dovuto anche schiacciare il naso sul vetro per vedere…

La copertina è la vetrina di un libro. Dovrebbe essere coerente, esteticamente accattivante, pulita, sintetica, assertiva. Assertività, proprio così. Come con una persona piacevole che si fa ben capire e che invoglia a instaurare con lei un rapporto positivo, anche dopo l’approccio. Una buona cover deve incuriosire, invogliare a entrare. Nel negozio o tra le pagine del libro.

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Cosa serve? Immagini semplici, dicono. E i dettagli? Quelli sì, come sempre. Pochi ma riconoscibili. Scrivere il necessario, giusto l’autore e il titolo, e con un font chiaro. Un ebook sta sugli scaffali degli store online con la miniatura dell’immagine di copertina. Quindi rimpicciolendo la copertina non si devono perdere informazioni. E va da sé che, ingrandendola, questa non debba sgranare o risultare di proporzioni squilibrate e sgradevoli.

Equilibrio e chiarezza, perché le regole della composizione sono le stesse per ogni arte, per qualsiasi forma di espressione. E non vale solo per l’ebook – cavolo, ci sono cascato ancora – ma un libro di carta la cui copertina ci fa attraversare la strada per sbirciare la vetrina della libreria sul marciapiede opposto è un libro ben fatto. E la copertina ha fatto egregiamente il mestiere di copertina.

leaves-1051937_960_720Poi ci sono i colori. Noi guardiamo il mondo in technicolor. Diffidate di chi vi dice il contrario, non conosce la potenza di ciò che non accetta. Certe sfumature sono fondamentali. Se qualcuno ha detto che il rosso trasmette passione, trasgressione o pericolo, e che il verde o l’azzurro rilassano, se il giallo comunica ottimismo, chiarezza e calore, mentre il grigio è un colore imparziale e neutro, quasi saggio in certe occasioni, che diamine, un motivo ci sarà. Un medico con un camice rosso, potrebbe essere un luminare in grado di salvarci la vita, ma non dà il giusto segnale d’approccio al nostro cervello. Così alla prima occasione saltiamo giù dal letto e scappiamo dalla finestra dell’ospedale. Avete presente la scena del letto vuoto e della finestra aperta con le tende – mi raccomando non rosse – svolazzanti? Ecco, più che un motivo, dietro ogni linguaggio c’è uno studio.

Coerenza, estetica, sintesi, assertività, basta poco. Vuoi che la tua pubblicazione sia apprezzata? Accetta il consiglio. Se vuoi, puoi anche affidarti ai professionisti di StreetLib. Passare la palla indietro, non è vergogna. Se sai scrivere non è detto che tu sia anche un formidabile grafico. StreetLib può aiutarti a realizzare una bella copertina e rendere la tua migliore opera, quella che stai scrivendo ora, un prodotto professionale e di successo, sartoriale nella cura del dettaglio. Clicca qui! 

Se invece vuoi saperne di più, se di editoria e di libri vuoi vivere, bene, sappi che al workshop Editore (al tempo del) digitale di copertine belle e composizione si parlerà molto. Grazie a una professionista come Marta D’Asaro, art director di StreetLib e Antonio Tombolini Editore e ideatrice, insieme a Giovanna Russo, di questa imperdibile kermesse formativa. A proposito, dimenticavo… Per iscriversi al workshop c’è ancora tempo. Proprio come per imparare a essere bravi in quello che ci piacerebbe fare da grandi.

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