Il Giovedì con la Libraia – #1 “La Promessa”

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Il Giovedì con la Libraia è il nuovo appuntamento mensile dedicato ai libri e alla lettura a cura della nostra Lucia Zitelli, libraia di StreetLib Store, l’ebook store ufficiale del nostro network.

Consigli, segnalazioni, appunti e riflessioni dedicate agli appassionati di lettura (e non solo), in un viaggio attraverso i generi letterari, le parole le immagini, le sensazioni, alla scoperta di nuovi autori e titoli da aggiungere alla tua libreria.

Riscopri il lettore che c’è in te! 

 

Proprio al principio di Blue nights Joan Didion scrive:

A certe latitudini c’è un arco di tempo che precede e segue il solstizio d’estate, poche settimane appena in cui il crepuscolo diventa lungo e azzurro. Questo fenomeno delle notti azzurre (…) Cominci a notarlo quando aprile finisce e inizia maggio, un cambiamento di stagione, non proprio un clima più caldo – niente affatto – eppure all’improvviso l’estate sembra vicina, una possibilità, una promessa (grassetto e corsivo sono miei).

Blue NightsDunque, le notti azzurre (quel momento della sera ovvero in cui “la luce è azzurra, e nel giro di un’ora questo azzurro s’infittisce, diventa più intenso proprio mentre si oscura) ci ricordano che sta per arrivare l’estate, alludono alla stagione di maggior luce (per noi).

Ma, attenzione, c’è poco da rilassarsi: nel momento in cui grazie alla luce azzurra hai la sensazione, la promessa, che l’estate stia arrivando, senti anche, sottopelle, che poi finirà. Per cui alla felicità che l’annuncio del caldo e della luce dell’estate ti porta si mischia già la nostalgia per la fine di quel caldo e di quella luce che stanno per arrivare.

Durante il periodo delle notti azzurre pensi che la fine del giorno non arriverà mai. Quando le notti azzurre volgono al termine (e finiranno, e finiscono) provi un brivido improvviso (…) le giornate si son già fatte più corte.

Ora, non voglio né rovinarti la giornata né portarti struggimento.

Ho voluto fermarmi su questa contrapposizione che le notti azzurre portano in sé perché mi è piaciuto  fermarmi a pensarci nel momento in cui ho letto queste righe di Blue nights. Quello che voglio ora è, innanzitutto, consigliarti subito di leggere Blue nights, che da ciò che ti ho riportato parte per buttarsi nella vita propria dell’autrice.

Inoltre voglio fermarmi alla prima parte delle notti azzurre, lasciamo da parte la parte “meno bella”, fermiamoci al loro promettere, perché mi dà modo di consigliarti altre tre letture.

La prima si avvicina a Blue nights per vari motivi:

La promessa_OcampoSilvina Ocampo è vissuta come Didion in un ambiente agiato e, come ha fatto la Didion con Blue Nights, ha scritto La promessa in età avanzata. Inoltre anche lei nel libro butta i ricordi di una vita, ma in maniera particolare: la realtà sola non basta, la Ocampo ci insinua anche ciò che forse proprio reale non è. In più ci presenta tanti personaggi diversi, e ce li presenta variandoli di volta in volta. Infine, fa sì che il ricordo di una vita non sia lineare, non sia soltanto cronologia, ma che si muova tra punti di vista, si sposti tra i momenti. Hai mai visto una vita lineare, precisa, pulita, tu? Ecco, neanche io.

Terza lettura che vado a consigliarti, altra lettura dal titolo La promessa: è un fumetto, è il primo capitolo di una serie di grande successo intitolata East of West, firmata da Nick Dragotta e Jonathan Hickman, che sposa il vecchio West e il futuro, il 2064 a epoche diverse, pistoleri e cavalieri a personaggi inaspettati fino a quando il tratto di Dragotta non riesce a farli materializzare di fronte ai tuoi occhi fissi nella storia senza soste che via via si dipana.
Girotondo com'è bello il mondo

Visto che la fantascienza l’abbiamo toccata, su di essa ora fermiamoci, con Girotondo com’è bello il mondo, perché anche qui c’è di mezzo una promessa (quella di un acquisto: un padre promette al figlio di comprargli un Girotondo, il figlio non dimentica e quando la promessa non viene mantenuta si palesa a casa del signor padre il Sindacato, con in mano la registrazione della conversazione tra figlio e padre) e ho così l’occasione di inserire in chiusura Renato Pestriniero, scrittore assai fecondo, ottimo scrittore italiano, che spiega all’inizio del libro la genesi di questo racconto:

fu scritto (…) la bellezza di trent’anni fa. L’occasione che mi spinse a scriverlo fu quando, in un torrido giorno d’estate, un ragazzino mi chiese l’ora mentre ero occupato con un cono gelato che si scioglieva a vista d’occhio. Fu per questo che sporsi il braccio per mostragli l’ora del mio orologio a lancette. Lui lo guardò e poi mi chiese che ora indicava. Allora capii che i soli orologi che lui sapeva leggere erano quelli digitali.

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